#SRricercasenzaconfini - Maxim Asanaov, quando la Siberia incontra l’Italia

In ogni ricercatore si nasconde un bambino molto curioso, è questo il caso di Maxim Asanov, ventisette anni, laureato in Biologia, con una grande passione per lo studio, che non ha avuto dubbi sulla scelta di trascorrere sei mesi di studio nei laboratori dell’IRCCS San Raffaele di Roma.

 

Dalla Siberia all’Italia per studiare l’instabilità genetica insieme al Prof. Stefano Bonassi, Professore del Dipartimento di Scienze Umane e Promozione della Qualità della Vita dell’Università Telematica San Raffaele Roma e Responsabile del Laboratorio di Epidemiologia Clinica e Molecolare dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, “quando Maxim mi ha scritto un’e-mail per raccontarmi della sua borsa di studio è stata una sorpresa molto gradita, ci siamo subito messi in moto per avviare il suo percorso e consentirgli di approfondire i suoi studi sul ruolo dei cromosomi danneggiati e l’instabilità del genoma umano”.

 

Maxim è uno studente del “Federal Research Center of Coal and Coal Chemistry of Siberian Branch of the Russian Academy of Sciences”, che sta conducendo il suo dottorato nei laboratori di Medicina del Genoma del Dipartimento di Cardiologia Clinica e Sperimentale dell’Istituto di Ricerca per gravi malattie cardiovascolari di Kamerovo. “Non penso ci sia stato un momento ben preciso che mi abbia spinto ad intraprendere questo percorso, sono legato alla genetica fin dai miei studi liceali, sono sempre stato un bambino attratto dalla scienza”, racconta Maxim, “quando la Federazione Russa mi ha offerto la possibilità di portare avanti i miei studi all’estero con una borsa di studio mi è sembrata un’occasione da non perdere. La scelta è subito ricaduta sul San Raffaele grazie al Prof. Bonassi che ammiro e con cui condivido lo stesso campo di studi”.


Un percorso lungo sei mesi che avrà come obiettivo lo scambio e lo sviluppo di risultati e attività scientifiche così come la nascita di una forte cooperazione volta al miglioramento della qualità della vita, fine ultimo della ricerca scientifica. “Sto collaborando molto con i miei colleghi di laboratorio qui al San Raffaele, si è creata un legame fantastico. Al momento mi sto occupando di redigere un paper per comprendere la relazione fra i risultati dei trattamenti clinici su soggetti con insufficienza respiratoria cronica e la presenza di instabilità genomica o di danno del DNA”, spiega Maxim, “sono molto contento di mettermi alla prova e di confrontarmi con nuovi punti di vista ”.


L’Università Telematica San Raffaele ha studiato un programma di training molto intenso per Maxim, infatti nei mesi in cui sarà ospite a Roma avrà la possibilità di trascorrere tre settimane nei laboratori del Centro Ricerche ENEA, per una collaborazione attualmente in atto con l’IRCCS San Raffaele e due settimane all’Istituto Superiore di Sanità, “è un modo per comprendere meglio il funzionamento della ricerca ed entrare in contatto con diverse realtà su territorio”, aggiunge il prof. Bonassi, “un percorso per costruire la sua carriera una volta che sarà tornato in Russia mantenendo le collaborazioni fra i diversi enti”.


Nel frattempo Maxim si gode per la prima volta il clima mite di questo inverno romano che a lui ricorda tanto l’estate siberiana e al domandargli cosa più gli manca del suo paese gli occhi gli si illuminano: “in Siberia la natura è bellissima, la taiga ci regala colori magnifici per ogni stagione soprattutto in inverno quando tutto è coperto da un bianco scintillante”.

 

 

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